Cos’è e come richiedere l’ESTA per gli Stati Uniti, l’autorizzazione elettronica obbligatoria per viaggiare in America senza visto. In questa guida aggiornata trovi quanto costa oggi, quanto tempo prima va richiesta, come compilare il modulo passo dopo passo e tutte le novità degli ultimi mesi, dal nuovo prezzo al selfie obbligatorio.
Se stai organizzando un viaggio negli Stati Uniti e ti chiedi quali documenti servono per entrare, qui trovi tutte le risposte. Ti spiego cos’è l’ESTA (spesso chiamata anche Visa Waiver Program, anche se in realtà sono due cose diverse), chi deve richiederla e come ottenerla in autonomia dal sito ufficiale o dall’app, senza intermediari e pagando solo la tassa richiesta dal Governo americano.
L’ESTA è l’autorizzazione online che permette ai cittadini italiani di andare negli Stati Uniti senza visto per turismo, affari o transito, per soggiorni fino a 90 giorni. Costa 40,27 dollari, si richiede solo sul sito esta.cbp.dhs.gov o con l’app ufficiale ESTA Mobile, va presentata almeno 72 ore prima della partenza e vale 2 anni (o fino alla scadenza del passaporto) per un numero illimitato di viaggi. Serve un passaporto elettronico e ogni viaggiatore, neonati compresi, deve averne una propria.
Novità ESTA 2026: cosa è cambiato
Negli ultimi mesi l’ESTA è cambiata più che nei dieci anni precedenti. Se sei già stato negli USA in passato, ecco cosa devi sapere prima di fare una nuova domanda:
- Il costo è quasi raddoppiato: dal 30 settembre 2025 è passato da 21 a 40 dollari e dal 1° gennaio 2026 è aumentato a 40,27 dollari per l’adeguamento annuale all’inflazione.
- Il selfie è obbligatorio: oltre alla foto della pagina del passaporto devi fornire una foto del tuo volto, che viene confrontata con quella del documento. Sul sito i controlli sulle immagini sono diventati più severi.
- Social network e domanda solo da app sono ancora proposte: il CBP (U.S. Customs and Border Protection – l’agenzia americana per le dogane e la protezione dei confini) ha proposto di rendere obbligatori gli account social degli ultimi 5 anni e di accettare le nuove domande solo tramite app, ma a settembre 2026 queste regole non sono ancora in vigore.
- Un’ESTA approvata può cambiare stato: diversi viaggiatori hanno scoperto poco prima di partire che la loro autorizzazione era passata da “approvata” a “viaggio non autorizzato”, per questo conviene ricontrollarla prima di ogni viaggio.
Che cos’è e a cosa serve l’ESTA?
ESTA è l’acronimo di Electronic System for Travel Authorization, il sistema elettronico con cui il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) controlla in anticipo chi vuole entrare nel Paese con il Visa Waiver Program (VWP). Il VWP è il programma che consente ai cittadini di 42 Paesi, Italia compresa, di andare negli USA per turismo, affari o transito fino a 90 giorni senza visto.
Per capirci: il Visa Waiver Program è la possibilità di viaggiare senza visto, mentre l’ESTA è l’autorizzazione che devi ottenere online prima di partire per poterne approfittare. Rispetto a un visto tradizionale è molto più semplice, veloce ed economica: niente appuntamenti in ambasciata e niente colloqui, fai tutto da casa in una ventina di minuti.

L’ESTA è stata introdotta dall’Implementing Recommendations of the 9/11 Commission Act of 2007, la legge con cui il Governo americano ha rafforzato i controlli dopo gli attentati dell’11 settembre. Le prime domande si potevano presentare da agosto 2008 e dal 12 gennaio 2009 l’autorizzazione è diventata obbligatoria per chiunque voglia arrivare negli USA in aereo o in nave con il programma senza visto.
Lo scopo è individuare chi potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza prima ancora che salga a bordo. Per questo le compagnie aeree e marittime verificano che tu abbia un’ESTA approvata già al check-in: senza, non ti fanno imbarcare, anche se negli Stati Uniti devi solo fare scalo.
Chi deve richiedere l’ESTA?
Devi richiedere l’ESTA se hai la cittadinanza italiana (o di un altro Paese del programma), non hai già un visto USA valido e vuoi andare negli Stati Uniti per uno di questi motivi:
- turismo, vacanza o visita a parenti e amici;
- affari, per esempio riunioni, fiere, conferenze o trattative commerciali, ma senza svolgere un’attività lavorativa retribuita negli USA;
- transito, cioè uno scalo in un aeroporto americano mentre sei diretto altrove, per esempio in Messico, ai Caraibi o in America Latina.
Il soggiorno non può superare i 90 giorni e non è prorogabile. Durante la permanenza non puoi lavorare, cercare lavoro o frequentare corsi di studio che danno crediti accademici: per tutte queste attività serve un visto specifico.
L’ESTA è obbligatoria sia se arrivi in aereo sia se arrivi in nave, crociere comprese. Dal 1° ottobre 2022 serve anche per chi entra negli USA via terra: se per esempio parti da Toronto o Vancouver e attraversi il confine in auto, in pullman o in treno, devi averla già approvata. Vale inoltre per i territori americani di Porto Rico, Isole Vergini Americane, Guam e Isole Marianne Settentrionali.
Quali sono i requisiti per l’ESTA?
Il primo requisito è la cittadinanza di uno dei 42 Paesi che aderiscono al Visa Waiver Program: Andorra, Australia, Austria, Belgio, Brunei, Cile, Corea del Sud, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Principato di Monaco, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, San Marino, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan e Ungheria.
Ricorda che conta la cittadinanza e non la residenza: se vivi in Italia ma hai solo il passaporto di un Paese che non è nell’elenco, per andare negli USA devi richiedere un visto.
Rispetto a qualche anno fa l’elenco si è allungato: Israele è entrato nel programma nel 2023 e successivamente è stato aggiunto il Qatar. La Romania, che sembrava vicina all’ingresso nel 2025, al momento non ne fa parte. Qualche curiosità: per i cittadini del Brunei l’ESTA vale un solo anno, mentre le limitazioni previste per l’Ungheria sono state eliminate a settembre 2025.
Il secondo requisito è il passaporto elettronico (detto anche biometrico o e-passport), l’unico accettato dal 1° aprile 2016. Se vuoi approfondire, trovi tutto nella mia guida al passaporto elettronico. Riconoscerlo è facile: sulla copertina deve esserci questo simbolo.

In Italia il passaporto elettronico viene rilasciato dall’ottobre 2006, quindi qualsiasi passaporto italiano oggi in corso di validità lo è. All’interno c’è un microchip con i tuoi dati anagrafici, la foto digitale e, per quelli emessi dal 2010, le impronte digitali: tutte informazioni criptate, che gli agenti di frontiera usano per verificare la tua identità.
Per quanto riguarda la scadenza, ai cittadini italiani basta un passaporto valido per tutta la durata del soggiorno, perché l’Italia è tra i Paesi esentati dalla regola dei “sei mesi di validità residua”. Tieni però presente che se il passaporto scade, scade anche l’ESTA collegata.
Il terzo requisito è avere un biglietto di ritorno o di proseguimento verso un altro Paese entro i 90 giorni concessi. Infine non devi rientrare in nessuno dei casi di esclusione dal programma, che trovi più avanti nella sezione sulle domande di idoneità.
Cosa ti serve prima di iniziare la domanda
Il CBP stima che per compilare la domanda servano circa 23 minuti. Per non doverti interrompere a metà, prepara prima tutto il necessario:
- il passaporto elettronico con cui viaggerai;
- una foto nitida del tuo volto oppure uno smartphone con fotocamera frontale, se usi l’app;
- un indirizzo email valido;
- il tuo indirizzo di residenza e un numero di telefono;
- nome e cognome dei tuoi genitori;
- nome, indirizzo e telefono del tuo datore di lavoro;
- nome, indirizzo e telefono del primo alloggio negli USA o di una persona di contatto;
- i dati di un contatto di emergenza che vive fuori dagli Stati Uniti;
- una carta di credito, di debito, prepagata oppure un conto PayPal per il pagamento.
Scatta la foto con una buona luce, su sfondo neutro, inquadrando bene testa e spalle, senza occhiali da sole, cappelli o filtri. Non caricare una scansione della foto del passaporto: il sistema se ne accorge e la domanda viene annullata. Se compili la domanda per un’altra persona, il selfie deve ritrarre il titolare del passaporto, non te.
Come richiedere l’ESTA: guida passo passo
Sito ufficiale o app ESTA Mobile?
Puoi presentare la domanda in due modi, entrambi ufficiali e con lo stesso costo:
- dal sito ufficiale del Department of Homeland Security, esta.cbp.dhs.gov, disponibile anche in italiano;
- dall’app ESTA Mobile del CBP, disponibile in 24 lingue tra cui l’italiano, che puoi scaricare da App Store e da Google Play.
L’app legge il chip del passaporto via NFC, ti chiede di scansionare il volto dal vivo e salva il tuo profilo, così le domande successive sono più rapide. Il sito invece ti permette di fare anche una domanda collettiva e di caricare una foto già scattata. Il CBP sta valutando di accettare in futuro le nuove domande solo tramite app, mentre il sito resterebbe attivo per consultare le informazioni e controllare lo stato delle richieste.
Se viaggi da solo e hai uno smartphone recente, l’app è comodissima perché legge i dati direttamente dal chip e riduce il rischio di errori di battitura. Se invece devi fare la domanda per tutta la famiglia, soprattutto con bambini piccoli, il sito è più pratico: puoi inviare una domanda collettiva con un solo pagamento e caricare una foto invece di tenere fermo un bambino davanti alla fotocamera per la scansione del volto.
Qui sotto ti mostro la procedura sul sito web con i miei screenshot. La grafica potrebbe essere leggermente cambiata e in alcune immagini potresti vedere il vecchio importo di 21 dollari, ma i passaggi sono gli stessi. Nell’app le sezioni sono praticamente identiche.
1. Avvia una nuova domanda
Apri il sito ufficiale, seleziona la lingua italiana in alto a destra e clicca su Crea nuova richiesta. A questo punto scegli Domanda individuale se viaggi da solo oppure Domanda collettiva se devi inserire più persone, come vedi nell’immagine.

Clicca su Conferma e continua per accettare le condizioni di sicurezza del portale. Nella schermata successiva devi confermare di aver letto la Dichiarazione di non responsabilità e il Travel Promotion Act of 2009, la legge che ha introdotto la tariffa per l’ESTA.

2. Informazioni sul richiedente
Ora inizia il modulo vero e proprio. Per prima cosa devi caricare la foto della pagina del passaporto con i tuoi dati, cliccando sul pulsante blu Carica il tuo passaporto. Qualche anno fa ti avrei consigliato di saltare questo passaggio, che era facoltativo; oggi invece è obbligatorio, quindi caricala ma poi ricontrolla campo per campo i dati inseriti in automatico, perché la lettura non è sempre perfetta.
Completa quindi i dati personali (nome, cognome, sesso, luogo e data di nascita) e quelli del passaporto: numero, Paese di emissione, data di rilascio e di scadenza. Subito dopo ti verrà chiesto di caricare il selfie, che il sistema confronta con la foto del documento.

Il numero del passaporto elettronico italiano è composto da 9 caratteri: 2 lettere seguite da 7 cifre. Copialo con attenzione, perché un solo carattere sbagliato rende l’autorizzazione inutilizzabile e ti costringe a ripetere la domanda pagando di nuovo. L’errore più comune è confondere la lettera O con lo zero.
Nella stessa pagina devi indicare se hai o hai avuto altre cittadinanze o nazionalità oltre a quella italiana. Se rispondi Sì, dovrai specificare il Paese e il modo in cui l’hai ottenuta (per nascita, per matrimonio, per naturalizzazione e così via).

Infine inserisci il tuo indirizzo email e confermalo con il codice di verifica a 4 cifre che ricevi nella casella di posta.

L’email è fondamentale perché è lì che ricevi le comunicazioni sulla domanda. Il sistema ti assegna anche un numero univoco di richiesta, che ti serve per controllare lo stato dell’autorizzazione, aggiornare i dati o recuperare la domanda.

Salva subito il numero univoco di richiesta, per esempio con uno screenshot o inviandolo a te stesso via email. Senza questo numero recuperare la domanda è più complicato e, nel caso peggiore, rischi di doverla ripresentare pagando di nuovo la tassa.
3. Informazioni personali
Se hai verificato correttamente l’indirizzo email, nella schermata successiva vedrai un messaggio di conferma come questo:

Nella pagina delle informazioni personali inserisci il tuo indirizzo di residenza completo di città e Paese, insieme al numero di telefono con prefisso internazionale (+39 per l’Italia).

Dal 19 dicembre 2016 il modulo contiene anche una sezione dedicata ai social network, dove puoi indicare i tuoi profili su piattaforme come Facebook, Instagram, X, LinkedIn o YouTube. Nella stessa sezione ti viene chiesto se hai un sito web o un’app.
Ad oggi questa parte è facoltativa: se la lasci vuota puoi comunque inviare la domanda e ottenere l’autorizzazione. Tieni presente però che le autorità americane possono consultare comunque i contenuti pubblici online, anche se non indichi i tuoi profili.

Come vedi nell’immagine c’è anche la casella Non sono presente online: spuntala solo se davvero non hai alcun profilo social, perché una dichiarazione falsa può crearti problemi.
Sempre in questa pagina devi indicare se sei iscritto al Global Entry, il programma del CBP che velocizza i controlli nei principali aeroporti americani (se non sai cos’è, quasi certamente la risposta è No). Poi devi inserire nome e cognome dei tuoi genitori e, nella sezione sulla professione, il nome e i dati dell’azienda per cui lavori.

4. Informazioni sul viaggio
Nella schermata Informazioni sul viaggio devi indicare se negli Stati Uniti farai solo scalo per proseguire verso un altro Paese oppure se ti fermerai.

Se soggiorni negli USA devi fornire una persona di contatto sul posto. Se hai amici o parenti che vivono lì puoi indicare loro (chiedendo prima il permesso), altrimenti inserisci il nome, l’indirizzo e il telefono dell’hotel in cui dormirai le prime notti. Se hai prenotato un alloggio su Airbnb, puoi indicare il nome dell’host e l’indirizzo della casa.
Devi anche indicare un contatto di emergenza che vive fuori dagli Stati Uniti, per esempio un familiare o un amico in Italia.
5. Domande di idoneità
Arrivi ora alla parte più delicata: le 9 domande di idoneità, a cui devi rispondere con la massima sincerità.


In sintesi, ti viene chiesto se:
- soffri di disturbi fisici o mentali che possono rappresentare un pericolo per altri, fai uso di droghe o hai malattie contagiose come colera, difterite, tubercolosi, peste, febbre gialla, ebola o gravi infezioni respiratorie;
- sei mai stato arrestato o condannato per un reato che ha causato gravi danni a cose, persone o autorità pubbliche;
- hai mai violato leggi su possesso, uso o spaccio di sostanze stupefacenti;
- hai mai partecipato o intendi partecipare ad attività di terrorismo, spionaggio, sabotaggio o genocidio;
- hai mai commesso una frode o fornito informazioni false per ottenere un visto o l’ingresso negli USA, per te o per altri;
- intendi lavorare negli Stati Uniti o ci hai già lavorato senza autorizzazione;
- ti è mai stato negato un visto USA o l’ingresso in un posto di frontiera americano;
- sei mai rimasto negli Stati Uniti oltre il periodo consentito;
- sei stato in Iran, Iraq, Libia, Corea del Nord, Somalia, Sudan, Siria o Yemen dal 1° marzo 2011 in poi, oppure a Cuba dal 12 gennaio 2021 in poi.
Per la maggior parte dei viaggiatori la risposta a tutte le domande è No. Se però anche una sola risposta è Sì, dichiaralo: mentire su questi punti è molto più grave che ricevere un rifiuto, e può compromettere anche i viaggi futuri.
Molti italiani non sanno che chi ha visitato Cuba dal 12 gennaio 2021 in poi, anche solo per una vacanza al mare, non può più usare l’ESTA e deve richiedere un visto. Lo stesso vale per chi è stato negli altri Paesi dell’elenco dal marzo 2011. Chi ci è andato per motivi diplomatici, militari, umanitari, giornalistici o di lavoro può ottenere una valutazione caso per caso, ma deve comunque dichiararlo.
La domanda sui visti negati riguarda qualsiasi rifiuto ricevuto in passato, compresi i casi in cui l’ambasciata aveva chiesto documenti aggiuntivi prima di approvare il visto, oltre ai respingimenti alla frontiera. Rispondere Sì non comporta automaticamente il rifiuto dell’ESTA, ma in genere allunga i tempi di valutazione.
Una volta risposto a tutte le domande, conferma e clicca su Certificazione per passare alla schermata successiva. Fai attenzione all’ultima casella: va spuntata solo se stai compilando la domanda per conto di un’altra persona.

6. Verifica della domanda
In questa pagina puoi ricontrollare tutti i dati inseriti e correggere eventuali errori prima di pagare. Prenditi un paio di minuti: una volta inviata la domanda, alcuni dati come il numero di passaporto non si possono più modificare.

Per sicurezza il sistema ti chiede di reinserire alcuni dati, come il numero del passaporto, il Paese di cittadinanza, la data di nascita e il cognome.
7. Pagamento
Ultimo passaggio: il pagamento. La schermata di riepilogo è simile a questa.

Puoi pagare anche in un secondo momento, ma hai solo 7 giorni di tempo: dopo, la domanda viene cancellata e devi ricominciare da capo. La data entro cui completare il pagamento è indicata in rosso.
Sono accettate le carte di credito e di debito dei circuiti MasterCard, VISA, American Express e Discover (anche JCB e Diners Club), le carte prepagate come PostePay e PayPal. Se stai cercando una carta adatta anche al viaggio, dai un’occhiata alla mia guida alle migliori carte per viaggiare.
Quanto costa l’ESTA nel 2026?
Dal 1° gennaio 2026 l’ESTA costa 40,27 dollari a persona. L’importo è la somma di tre voci:
- 10,27 dollari per la gestione della domanda, che paghi in ogni caso, anche se l’autorizzazione viene negata;
- 17 dollari destinati a Brand USA, l’ente di promozione turistica degli Stati Uniti;
- 13 dollari di tassa aggiuntiva, introdotta dalla legge di bilancio americana del 2025.
Se la domanda viene respinta paghi quindi solo 10,27 dollari, mentre il resto non ti viene addebitato. Con la domanda collettiva la tassa si paga per ogni persona inserita, con un’unica transazione. Il pagamento avviene in dollari, quindi l’importo in euro dipende dal cambio e dalle eventuali commissioni della tua carta.
Se hai un’ESTA approvata con la vecchia tariffa e il passaporto non è cambiato, resta valida fino alla sua scadenza naturale: non devi fare nulla e non devi pagare la differenza. Controlla solo la data di scadenza sul sito ufficiale prima di prenotare il volo.
La quota di gestione viene adeguata ogni anno all’inflazione, quindi nel 2027 il prezzo potrebbe cambiare di qualche centesimo: la cifra esatta la vedi sempre nella schermata di pagamento.
Quanto tempo ci vuole per avere l’ESTA?
Dopo il pagamento la domanda può avere tre esiti: autorizzazione approvata, autorizzazione in sospeso (pending) oppure viaggio non autorizzato.
Nella maggior parte dei casi la risposta arriva nel giro di pochi minuti o di qualche ora. Quando servono controlli più approfonditi, per esempio se hai risposto Sì a una delle domande di idoneità, la valutazione può richiedere fino a 72 ore. Le risposte istantanee non sono più garantite, e se dopo alcune ore la domanda è ancora in sospeso è probabile che dovrai attendere diversi giorni.
Nel mio caso ho ricevuto la risposta via email dopo circa un’ora:

L’email ti avvisa solo che c’è un aggiornamento: per vedere l’esito devi tornare sul sito ufficiale o sull’app, cliccare su Verifica lo stato della domanda e inserire il numero di richiesta, la data di nascita e il numero del passaporto.

Il CBP consiglia di fare la domanda nel momento in cui prenoti il viaggio e comunque almeno 72 ore prima dell’imbarco. Io l’ho fatta una settimana prima della partenza e non ho avuto problemi, ma oggi ti consiglio di muoverti con ancora più anticipo: se l’ESTA venisse negata, per ottenere un visto potrebbero servire settimane o mesi.
Un’autorizzazione approvata non è per sempre: se emergono nuove informazioni o cambiano le regole, lo stato può passare a “viaggio non autorizzato” anche mesi dopo l’approvazione, e in quel caso ricevi solo una generica email di aggiornamento. Prima di ogni viaggio, e comunque qualche giorno prima del volo, verifica lo stato della tua ESTA sul sito o sull’app, così hai il tempo di rimediare.
Durata e validità dell’ESTA
L’ESTA ha una validità di due anni dalla data di approvazione, oppure fino alla scadenza del passaporto se questa arriva prima. Durante questo periodo puoi fare tutti i viaggi che vuoi negli Stati Uniti, a patto che ognuno duri al massimo 90 giorni e abbia come scopo turismo, affari o transito.
Per ogni nuovo viaggio non devi rifare la domanda, ma puoi aggiornare dal sito ufficiale o dall’app l’indirizzo del tuo alloggio negli USA, usando il numero di richiesta e i dati del passaporto.
Devi invece presentare una nuova domanda, pagando di nuovo la tassa intera, se:
- ricevi un nuovo passaporto, per esempio perché il vecchio è scaduto, è stato smarrito o è stato rubato;
- cambi nome, per esempio dopo il matrimonio, o cambi genere;
- cambi cittadinanza;
- cambia la risposta a una delle domande di idoneità, per esempio perché nel frattempo sei stato a Cuba.
L’ESTA non si può rinnovare: alla scadenza dei due anni devi semplicemente fare una nuova domanda da zero.
ESTA negata: cosa fare e chi deve richiedere il visto
Se la tua domanda viene respinta non puoi presentarne subito un’altra sperando in un esito diverso, a meno che la situazione non sia cambiata o tu non abbia commesso un errore nella compilazione. In questi casi devi richiedere un visto turistico o d’affari B1/B2 all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma o a uno dei Consolati americani in Italia.
Oltre a chi ha ricevuto un rifiuto, il visto serve anche a chi:
- è stato in uno dei Paesi dell’elenco (Iran, Iraq, Libia, Corea del Nord, Somalia, Sudan, Siria, Yemen dal marzo 2011, Cuba dal gennaio 2021);
- ha la doppia cittadinanza cubana, iraniana, irachena, nordcoreana, sudanese o siriana;
- in passato è rimasto negli USA oltre il periodo consentito;
- vuole restare più di 90 giorni oppure andare negli Stati Uniti per studiare o lavorare.
La procedura prevede la compilazione online del modulo DS-160, il pagamento della tassa di 185 dollari e un colloquio di persona in ambasciata o consolato. I tempi di attesa per l’appuntamento variano molto e possono superare le settimane. A questo si aggiunge la nuova “visa integrity fee” da 250 dollari prevista dalla legge americana del 2025, da pagare al momento del rilascio del visto: chi viaggia con l’ESTA ne è esente.
| A confronto | ESTA | Visto B1/B2 |
|---|---|---|
| Costo | 40,27 dollari | 185 dollari + visa integrity fee |
| Come si richiede | Online o da app | Modulo DS-160 e colloquio in ambasciata o consolato |
| Tempi | Da pochi minuti a 72 ore | Da alcune settimane a qualche mese |
| Durata massima di ogni soggiorno | 90 giorni, non prorogabili | Stabilita all’ingresso, di solito fino a 6 mesi |
| Validità | 2 anni o fino alla scadenza del passaporto | Variabile, fino a 10 anni |
Attenzione ai siti non ufficiali
Gli unici canali ufficiali per richiedere l’ESTA sono il sito esta.cbp.dhs.gov e l’app ESTA Mobile pubblicata dall’U.S. Customs and Border Protection. Su Google trovi però decine di siti con nomi e grafiche simili, che fanno pagare la stessa domanda anche due o tre volte il prezzo ufficiale.
Diffida dei siti che non terminano con .gov, che mostrano prezzi superiori a 40,27 dollari o che promettono approvazioni “garantite” o “express”. Il CBP non può rimborsare quanto pagato a terzi. Se hai già usato uno di questi servizi, verifica con il numero di richiesta sul sito ufficiale che la tua ESTA risulti davvero registrata e con i dati corretti.
Detto questo, se non te la senti di fare la domanda da solo, esistono agenzie di visti come Visti.it che offrono assistenza completa in italiano, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, e compilano la richiesta per tuo conto. In questo caso alla tassa governativa si aggiunge il costo del servizio: se ti interessa, trovi tutte le informazioni su questa pagina.
Cosa succede all’arrivo negli Stati Uniti?
Non è obbligatorio portare con te l’ESTA stampata, perché l’autorizzazione è collegata elettronicamente al passaporto. Ti consiglio comunque di salvarla in PDF sullo smartphone o di stamparla: in tutti i miei viaggi mi è stata chiesta una sola volta, all’arrivo a New York, quindi meglio tenerla insieme alla prenotazione dell’alloggio e al biglietto di ritorno.
Ricorda che l’ESTA ti autorizza solo a imbarcarti verso gli Stati Uniti, ma non garantisce l’ingresso nel Paese. L’ultima parola spetta sempre all’agente di frontiera del CBP, che controllerà il passaporto, ti scatterà una foto, prenderà le impronte digitali e ti farà qualche domanda sullo scopo e sulla durata del viaggio e su dove alloggerai.
Rispondi con calma e sincerità, e assicurati che le risposte siano coerenti con quanto hai dichiarato nella domanda. Solo dopo questo controllo potrai entrare negli Stati Uniti.
Restare negli Stati Uniti anche un solo giorno oltre il periodo consentito ti fa perdere per sempre la possibilità di usare l’ESTA: per i viaggi futuri dovrai richiedere un visto. Nei casi più gravi di overstay puoi ricevere anche un divieto di ingresso di diversi anni.
Domande frequenti sull’ESTA
Anche i bambini e i neonati devono richiedere l’ESTA?
Sì. Ogni persona che entra negli USA con il Visa Waiver Program deve avere un proprio passaporto elettronico e una propria ESTA, indipendentemente dall’età. Per i più piccoli la domanda la compila un genitore, caricando la foto del bambino come selfie: in questo caso il sito web è di solito più comodo dell’app.
Serve l’ESTA anche solo per uno scalo negli Stati Uniti?
Sì, anche per un semplice transito in un aeroporto americano devi avere un’ESTA approvata, perché negli USA non esistono aree di transito internazionali senza controllo di frontiera. Nella domanda indica che sei in transito verso un’altra destinazione.
Quanto tempo prima della partenza devo fare l’ESTA?
Almeno 72 ore prima dell’imbarco, ma il consiglio è di richiederla appena prenoti il volo. La domanda si può fare in qualsiasi momento, anche senza aver ancora deciso le date.
Devo avere già il biglietto aereo per fare la domanda?
No, le date del viaggio non vengono richieste nel modulo. Al momento della partenza, però, dovrai avere un biglietto di ritorno o di proseguimento entro i 90 giorni.
Devo aver già prenotato l’hotel?
Non è obbligatorio, ma è utile: il modulo ti chiede nome, indirizzo e telefono di un contatto negli USA, e l’alloggio delle prime notti è la soluzione più semplice. Potrai comunque aggiornare questi dati in seguito.
Posso fare l’ESTA per un’altra persona?
Sì, puoi compilare la domanda per un familiare o un amico, spuntando l’apposita casella nella sezione di certificazione. Il selfie però deve ritrarre la persona che viaggia, non chi compila il modulo.
Posso fare una sola domanda per più persone?
Sì, dal sito ufficiale puoi scegliere la domanda collettiva e inserire più viaggiatori, per esempio tutta la famiglia, con un unico pagamento finale. La tassa resta comunque di 40,27 dollari per ciascuna persona.
Ho rinnovato il passaporto: l’ESTA vale ancora?
No. L’ESTA è collegata al passaporto con cui l’hai richiesta, quindi con un nuovo passaporto devi fare una nuova domanda, anche se la vecchia autorizzazione non era ancora scaduta.
Ho già un visto USA valido: devo fare anche l’ESTA?
No. Se hai un visto valido adatto allo scopo del tuo viaggio entri con quello e non ti serve l’ESTA.
È obbligatorio indicare i profili social?
A settembre 2026 no, la sezione sui social network è ancora facoltativa. Il CBP ha proposto di renderla obbligatoria per gli ultimi cinque anni, ma la proposta è in fase di revisione: controlla il sito ufficiale prima di fare la domanda.
Come recupero la domanda o controllo la scadenza dell’ESTA?
Sul sito ufficiale clicca su Verifica lo stato della domanda e inserisci i dati del passaporto insieme al numero di richiesta, oppure i tuoi dati personali se l’hai perso. Nell’app trovi la stessa funzione nella sezione di ricerca delle domande esistenti. Da qui puoi vedere l’esito, la data di scadenza e aggiornare i dati del viaggio.
Posso lavorare o studiare negli Stati Uniti con l’ESTA?
No. Con l’ESTA puoi fare turismo, visitare amici e parenti o partecipare a riunioni e conferenze di lavoro, ma non puoi essere assunto, lavorare, cercare lavoro o seguire corsi che danno crediti accademici. Per queste attività serve un visto specifico.